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Il Quartetto Esterhazy a Plzeň – Musica da camera nella Vecchia Sinagoga

Concerto del Quartetto Esterhazy a Plzeň con Jitka Hosprová
13 settembre 2024 di
Il Quartetto Esterhazy a Plzeň – Musica da camera nella Vecchia Sinagoga
Ulrich BARTH

Una serata concertistica con una chiara impronta drammaturgica

Nel nostro lavoro artistico ci interessano in modo particolare le serate concertistiche nelle quali opere di epoche diverse non si limitano a stare l’una accanto all’altra, ma entrano in una relazione interna. Proprio questo ha caratterizzato il nostro concerto del 12 settembre 2024 presso la Vecchia Sinagoga di Plzeň. Nell’ambito del festival Procházky uměním, abbiamo potuto creare, insieme alla violista Jitka Hosprová, un programma che collocava la musica tedesca e ceca in un più ampio contesto europeo.

Plzeň come spazio di risonanza

Per noi, quella sera, Plzeň è stata molto più di un semplice luogo di esecuzione. La Vecchia Sinagoga è uno spazio architettonicamente e storicamente significativo, che conferisce alla musica da camera una presenza particolare. Luoghi di questo tipo affinano l’ascolto, intensificano l’interazione d’insieme e rendono percepibili in modo speciale le sfumature sonore più sottili. Proprio per un quartetto d’archi, questo legame tra spazio, concentrazione e precisione musicale è di grande importanza.

Mozart, Dvořák, Mendelssohn e una prospettiva contemporanea

Il programma di questa serata rispecchiava in modo particolarmente significativo la nostra concezione artistica. L’inizio è stato affidato al Quartetto per archi in do maggiore K. 157 di Mozart. A seguire, due brani tratti dai Cipressi di Dvořák, oltre a musica di Holmer Becker e al Quartetto per archi op. 44 n. 1 di Mendelssohn. È proprio questa combinazione di chiarezza classica, espressività romantica e prospettiva contemporanea a costituire, per noi, il fascino di una serata concertistica concepita con una drammaturgia accurata. 

La collaborazione con Jitka Hosprová

Una parte essenziale di questo concerto è stata per noi la collaborazione con Jitka Hosprová. Incontri artistici di questo tipo non ampliano soltanto lo spettro sonoro, ma aprono anche nuove prospettive interpretative. Con la Sonata per viola sola op. 25 n. 1 di Hindemith, la serata ha ricevuto un marcato accento solistico, mentre la conclusione comune con musiche di Telemann ha reso ancora una volta particolarmente percepibile il dialogo tra la solista e il quartetto.

La musica da camera come dialogo europeo

Guardando a posteriori, il concerto di Plzeň rappresenta una linea che da tempo caratterizza il nostro lavoro: la musica da camera come unione di precisione, idea programmatica e apertura culturale. Ci interessa non la semplice successione di singole opere, ma la costruzione di un contesto musicale nel quale epoche, tradizioni e linguaggi sonori entrano in relazione tra loro. La serata di Plzeň è stata per noi, dunque, un esempio particolarmente incisivo di come l’identità artistica possa condensarsi in un preciso formato concertistico.

Uno sguardo a una tradizione concertistica maturata nel tempo

Apparizioni di questo tipo rappresentano una continuità artistica maturata nel tempo, che caratterizza l’Esterhazy Quartett da molti anni. Serate concertistiche come quella di Plzeň mostrano quanto il nostro lavoro sia sostenuto da cura programmatica, finezza nell’insieme e una chiara prospettiva europea. È proprio in questo che vediamo una qualità essenziale della musica da camera: come forma d’arte esigente, contemporanea e al tempo stesso consapevole della tradizione.